Baffo e Matteo, dall’euro al neuro

Massimo e Matteo, i carissimi nemici alla guerra dei nervi tra battute e veleni.
(la Repubblica, 19 novembre 2013)
“Matteo è un ignorante”.
(il Fatto Quotidiano, 19 novembre 2013)
L’anatema di Max contro il rottamatore: “Daremo battaglia”.
(il Fatto Quotidiano, 6 dicembre 2013)
Renzi e D’Alema, gli amici ritrovati. “Ora le riforme o nella Ue sarà tsunami”.
Il segretario lancia l’ex premier come commissario europeo.
(la Repubblica, 19 marzo 2014)
Il premier spinge D’Alema verso la Ue.
(il Fatto Quotidiano, 19 marzo 2914)

Baffo e Matteo, dall’euro al neuro

Fra il rottamato ed il rottamatore
che in passato si sono massacrati
pare scoppiato un infuocato amore
come avvien fra due freschi fidanzati.

Sono trascorsi solo pochi mesi
da quando se ne sono dette tante
Renzi e D’Alema, senza sottintesi,
nella gara a chi fosse più sprezzante.

“Se vince, Renzi sfascerà il partito,
di iscritti ci sarà un’emorragia”.
“Sarà nel social-net molto agguerrito,
ma è un estraneo al Pd, parola mia!”

“Con dieci dita scrive alla tastiera,
ma più che un dattilografo ci vuole,
per dar l’avvio ad una nuova era,
un segretario, è chiaro come il sole!”

“Spiritoso sarà e pur brillante,
ma è un blairista con echi liberali,
superficial, bugiardo ed ignorante,
privo di idee nuove e originali”.

“Vuole soltanto giovani vicino,
ma poi arruola vecchi in quantità,
come Walter, De Luca e Bassolino
e smentisce la storia del’età”.

“Grazie alle antiche tradizion di lotta
certo a Matteo non lasceremo il campo,
altri meglio di lui mettemmo in rotta
e manco al fanfaron daremo scampo!”

Renzi rispose come ad un nonnetto
bizzoso nonché un po’ rincoglionito
con silenzi, occhi al cielo, sorrisetto
e con il suo progetto preferito:

“”Baffo è da rottamar senza incentivi!”
“Basta con questi leader del Pd
desolanti ed assai poco attrattivi!”
“Infin di pensionarlo mi riuscì”.

Adesso par che il guitto fiorentino,
appena giunto al sommo del potere,
e la volpe del Tavolier Baffino
sian diventati come cacio e pere.

Non solo euro è il libro che D’Alema
vuol promuovere al Tempio di Adriano
e, scordato ogni insulto ed anatema,
se lo fa presentare dal toscano

al qual dona di Totti la maglietta.
“Non c’è dibattito, siamo d’accordo –
all’unisono esclama la coppietta –
di ciò che fu non resta che il ricordo.

Non è l’archeologia che ci interessa,
ma la politica ed il futuro!”
I due si son scambiati la promessa
di un inciucio fraterno e duraturo.

D’Alema aiuta Renzi nel Pd
e nella Ue, evitandogli un calvario
e Renzi dell’Europa farà sì
che Massimo diventi commissario.

E poi, chissà… Il Re partenopeo
lascerà quanto prima la poltrona
e per Baffo potrà Renzi Matteo
spendere qualche parolina buona.

In questo caso la morale è doppia
e chi la segna non avrà rimpianti:
“Il Signore li fa e poi li accoppia”.
“Più che politici, politicanti!”

blog MicroMega, 24 marzo 2014

Resta cu’ nnoi, nun ce lassà

Arrestata la “dama bianca” di Berlusconi. Aveva 24 chili di cocaina nel trolley.
(la Repubblica, 14 marzo 2014)
La sfida di Berlusconi: mi candido.
(la Repubblica, 15 marzo 2014)
Forza Italia rilancia la grazia. “Milioni di firme per Berlusconi”.
(la Repubblica, 16 marzo 2014)
Napolitano fa dire dagli amici: tra sei mesi via. Il Colle tace, B. eleggerà anche il successore.
(il Fatto Quotidiano, 18 marzo 2014)
Mediaset, la Cassazione conferma. “Berlusconi deve lasciare la politica”, rimane l’estradizione di due anni.
(la Repubblica, 19 marzo 2014)
“Sulla data delle mie dimissioni decido io”. Napolitano spegne i boatos.
(ibidem)
Interdetto due anni. La Cassazione chiude con Mediaset.
(il Fatto Quotidiano, 19 marzo 2014)
Napolitano: Le dimissioni? Sono soltanto affari miei.
(ibidem)

Resta cu’ nnoi, nun ce lassà

Al bel curriculum del malfattore
con la prostituzione minorile,
la compera di qualche senatore,
l’evasione fiscale in grande stile,

la concussion di qualche poliziotto,
si è aggiunta l’amicizia birichina
con la dama che aveva in un fagotto
gran quantità di pura cocaina.

Lo aveva accompagnato in Canadà
la dama bianca a nome Federica
e lo aveva seguito poi qua e là
in qualità di affezionata amica.

Chissà se pure in quei voli di Stato
la bella bionda allor con Silvio in voga
aveva nel suo trolley trasportato
con le mutande anche un po’ di droga.

Ebben, malgrado il lercio pedigree
che varrebbe una cella al delinquente,
son ben duecentotrentaquattro dì
che circola tranquillo fra la gente

come fosse un onesto cittadino
e, per quanto cacciato dal Senato
grazie alla legge della Severino
e interdetto dalle funzion di Stato

per la sentenza della Cassazione,
vorrebbe candidarsi per la Ue
in ogni italica circoscrizione.
A questo fin Daniela Santanché

milion di firme vuole raccattare
per chiedere la grazia a Sua Maestà.
Chi si incazza dovrebbe ricordare
che il fiorentin giullare tempo fa

ha regalato a questo criminale
il ruolo di Papà Costituente
per riformar la legge elettorale
e abolire il Senato prontamente.

Come negare il ruolo di statista
a chi maneggia la Costituzione?
Come evitare che discenda in pista
chi fa gli inciuci con il furbacchione

chiamato alla salvezza del Paese?
Ma il peggio ha da venir per l’italiano
se chi a quel Colle nuovamente ascese
anche per il volere del caimano

decidesse di togliersi di mezzo
prima che un Parlamento di abusivi
che alla Costituzione fa ribrezzo
alla cacciata a calci in culo arrivi

col dovuto ritorno alle elezioni
con una nuova legge elettorale.
Sarebbe il top delle provocazioni
il fatto che il nonnetto al Quirinale

ci lasciasse con questo Parlamento
del quale Silvio tien la golden share.
Dopo ben otto anni di tormento
al Re dobbiamo chiedere il piacer

di fare ancora un po’ il pastor del gregge
ad evitar che, visti i tempi bui,
due Camere di veri fuorilegge
eleggano qualcuno come lui.

blog MicroMega, 21 marzo 2014

Parole, parole, parole

Fisco e lavoro, la frustata di Renzi. “Mille euro all’anno a 10 milioni di italiani”.
Giù l’Irap, ma aumentano le tasse sulle rendite.
(la Repubblica, 13 marzo 2014)
Sì all’Italicum. Il premier: via il Senato o lascio la politica.
(ibidem)
Auto blu vendesi, tetto alle paghe dei manager.
(ibidem)
One-man show di Renzi fra slide, battute e pesciolini. “Venghino, siori, venghino”.
(ibidem)
“Nel Jobs Act ci sarà il salario minimo”.
(ibidem)
Via al rilancio degli alloggi popolari, 10 mila interventi di edilizia scolastica.
(ibidem)

Parole, parole, parole

La conferenza stampa del toscano
nella veste di televenditore
surclassa la presenza del caimano
a Porta a porta con l’adulatore.

Non più la scrivania e la carta in bollo,
non più il notaio Vespa deferente,
ma sempre ugual lo spettatore pollo
che crede a quel che dice un presidente.

Vent’anni fa promise Berlusconi
un milione di posti di lavoro,
di aumentare agli anziani le pensioni
per ridar loro dignità e decoro,

di tagliare le tasse agli italiani,
di estirpare la criminalità,
di far sì che l’ambiente in un domani
tornasse di eccellente qualità.

E aggiunse: “Se fallisco, me ne vado!”,
per vent’anni facendo marameo.
Adesso pensa a offrirci l’Eldorado
l’erede del caiman, Renzi Matteo.

Con la mano un po’ in tasca e un po’sul cuore,
come sempre vestito da fighetto,
par voglia uscire dal televisore
per far sui credulon maggiore effetto.

Ad ogni slide illustra il suo messaggio
con la passion di un ottimo mercante:
“Incredibile, storico passaggio!”
“Rivoluzion davvero impressionante!”

“Ecco tutti i prodigi che farò.
Per chi a fatica arriva a fine mese
mille euro all’anno l’Irpef calerò.
Ridurrò l’Irap che pagano le imprese.

Taglierò gli stipendi ai dirigenti.
Finanzierò le case popolari,
il restauro di scuole fatiscenti
e l’acquisto di nuovi macchinari.

Abolirò province e sedi Rai.
Razionalizzerò i carabinieri.
Metterò fine dell’ambiente ai guai.
Pagherò tutti i debiti di ieri.

Darò un taglio alle pensioni d’oro.
Farò un fondo per i ricercatori
con centomila posti di lavoro.
Moltissime auto blu farò far fuori.

Garantirò il credito alle imprese
e pagheranno meno l’energia.
Le cinque polizie del Belpaese
riformerò per fare economia.

Aumenterò le tasse ai ricchi abbienti
sulla speculazione finanziaria.
Il Cnel abolirò con altri enti.
Riordinerò la spesa sanitaria.

Con l’assegno di disoccupazione
ed un salario garantito a tutti
il mio Jobs Act sarà la soluzione
che al lavoro darà ottimi frutti.

I quattrini? Non vedo alcun problema,
non c’è un euro ma presto arriveranno.
Il deficit aumentare è un buon sistema,
pur se alla Ue ce lo contesteranno.

Dalla spending review verran miliardi,
dall’inferiore spread ne verran altri
e dalla Svizzera, senza ritardi,
quelli verran degli evasori scaltri.

Quanto all’abolizione del Senato,
in soli cento giorni sparirà
e poi rinascerà, più a buon mercato,
senza i trecento attual quaraquaquà”.

“Presidente, ci sono dei decreti,
dei disegni di legge del governo?
Sicuro che non ci saranno veti
o dall’Europa o da un nemico interno?

Siamo certi non sian solo parole,
promesse, fantasie, libri dei sogni,
illusion, favole, novelle, fole?
Per vent’anni ne abbiam sentite d’ogni!”

“Ho espresso solo a mezzo il mio pensiero
dicendo: “Venghino, Signori, venghino!”
Vi dico l’altro mezzo e son sincero:
“Si prendino il bidone e se lo tenghino!”

blog MicroMega, 18 marzo 2014

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