L’Altra Europa

Europee, quello che nessuno dice.
(il Fatto Quotidiano, 23 maggio 2014)

L’Altra Europa

Suono di trombe, rullo di tamburi,
domenica si vota per la Ue,
ma i nostri tre spregevoli figuri
snobban l’Europa e pensano per sé.

Nell’Europarlamento i Cinquestelle
non avranno potere di governo,
ma un tribuna per le marachelle
in primavera, autunno, estate e inverno.

Si troveranno a fianco dei leghisti,
degli anti-Europa di ogni specie e risma,
dagli ungheresi fino ai lepenisti,
sognando un velleitario cataclisma.

Silvio, il caimano quasi ottuagenario,
con corona di spine e croce in spalla
vuol schivar la salita sul Calvario
col solo scopo di restare a galla.

Vanta l’appartenenza al Ppe,
scordando, forse un po’ rincoglionito,
che, presi i voti di gnocche e lacchè,
i soci gli daranno il benservito.

Pittibimbo, la giovane marmotta,
col suo pallottolier conta-prodigi
contro gli odiati Cinquestelle lotta
soltanto per salvar Palazzo Chigi.

E’ vero, c’è il semestre che lo aspetta
ed allora ogni tanto fa del cine,
vantando la chimerica ricetta:
“Ai sacrifici metteremo fine

ed alla crescita daremo il via!
Basta con i tromboni dell’Europa!
Rottamati saran, parola mia
e espulsi a calci in culo e con la scopa!”

Il megalomane di Pontassieve,
il grande cacciaballe di Rignano
si scioglierà, come nel sol la neve,
non appena posato il deretano

sul proprio cadreghino semestrale.
Chi tiene almeno un po’ di sale in zucca
sa già che resta tutto tale e quale:
la lotta Juncker-Schulz è una gran cucca!

Festeggeranno Angie e Uom del Colle,
festeggeran Germania e Belpaese,
nonché le caste sempre più satolle:
l’Europa avrà un governo a larghe intese!

Nessuno cambierà la profilassi:
i poveretti avranno ancor più fame,
i ricchi diverranno un po’ più grassi,
le banche aumenteran le loro brame.

La Grecia non sarà servita a nulla,
se non ad imprestarci un personaggio
che l’Idea di sinistra non maciulla:
“Alexis Tsipras, grazie del passaggio!”

I Cuperlo, i Civati ed i Fassina
non ci faranno far dei passi avanti,
ma il Pd per uscir dalla rovina
può contar sui Penati e sui Greganti!

blog MicroMega, 23 maggio 2014

Adesso viene il bello!

Adesso viene il bello!

Dopo vent’anni Silvio Berlusconi
ogni giorno ci appar più disperato,
mentre si ferma a tutte le stazioni
della via crucis verso il suo commiato.
Scajola, il suo compare, sta in galera
e Dell’Utri, che è quasi un suo fratello,
quanto prima ci andrà su una pantera.
Altri sodal son pronti al chiavistello,
a cominciar da Fitto, il ras pugliese.
Alcuni amici se ne sono andati
per salvar, con le mini larghe intese,
le poltrone su cui sono inchiodati.
Perfino Bonaiuti se ne andò,
il fedelissimo suo portavoce,
mentre Bondi che tanto lo leccò
medita di lasciarlo, un caso atroce.
Le Olgettine son sparse per il mondo,
non più burlesque, non più cene eleganti,
restan Francesca, quel cagnetto immondo,
Toti ed un altro paio di badanti.
I tribunali son sempre in agguato
con la prostituzione minorile,
la concussion, gli acquisti del Senato.
Ogni giorno un sondaggio un po’ più ostile.
Va alla caccia di candidi elettori
con le vecchie promesse di dentiere,
con la storia di golpe traditori
e l’incontro coi cani del quartiere.
Il servizio social, pur se ridotto,
di Silvio limita la libertà
e lui si sente come un galeotto
che a pane ed acqua in una cella sta.
A chi lo ascolta pare uscito pazzo
poiché non sempre ha senso quel che dice
nell’alternar del guitto lo strombazzo
con il mugugno d’un vecchio infelice.
Per chi lo ha combattuto per vent’anni
sembrerebbe il momento del successo
con la fin delle angosce e degli inganni.
Illuso, perché il bello viene adesso!
A giorni arriva il voto per la Ue
e un trivio si presenta all’elettore:
qui la vittoria dei grillini c’è,
là c’è il trionfo del rottamatore
ed in mezzo sta un sostanzial pareggio.
Per quanto abbiamo visto fino ad ora
la vittoria di Grillo e Casaleggio
non può che portar tutto alla malora.
Non si governa solo con la scopa,
sol con i kamikaze e le invettive,
fuori dall’euro e fuori dall’Europa
non c’è niente da fare, non si vive.
Col pari tornan Silvio e il dèjà vu,
l’inciucio col governo a larghe intese
poiché il Re che comanda da lassù
per fotter Grillo impone il vecchio arnese.
Ma se vince il Pd cosa succede?
Vien dopo Berlusconi il Berluschino
che ne diventa ufficialmente erede,
pur senza la Pascale e il barboncino.
Il megalomane, Napoleone,
il Salvator toscano, il capo banda,
il giustizier della Costituzione
che promette di fare e poi rimanda,
il superego della parrocchietta,
l’incrocio fra la Tatcher e quel Blair
che fu per la sinistra la disdetta,
colui che dichiarando il suo voler
di conquistare i voti del caimano
per la sinistra un sacco d’odio svela,
sarà il nuovo miracolo italiano?
Occhio al teschio… Da usare con cautela!

blog MicroMega, 21 maggio 2014

Un calcio all’etica

Chiellini, perdono nazionale. Lo juventino squalificato per tre turni dopo il colpo a Pjanic.
Ma Prandelli lo chiama lo stesso.
(il Fatto Quotidiano, 13 maggio 2014)
E sul web tanta ironia contro il ct per il caso Chiellini.
(la Repubblica, 14 maggio 2014)
Codice etico, il sarchiapone di Papa Cesare Prandelli.
Ecco la lista dei 30 pre-convocati per il Brasile. Ovviamente c’è Chiellini.
Le tavole della legge del ct sono fatte di perdoni e ghigliottine distribuiti a capocchia.
(il Fatto Quotidiano, 14 maggio 2014)

Un calcio all’etica

La situazione è sempre più nefanda.
Claudio Scajola vien rimesso in cella
dopo più di trent’anni da educanda.
Nonostante Dudù e la damigella
il Cavaliere vuol tornare in pista
e riprende a promettere dentiere.
Della galera giunto quasi in vista
Dell’Utri non ne vuol proprio sapere
e fugge in Libano da Gemayel.
Beppe Grillo continua a dir cazzate.
Matteo Salvini attacca gli infedel.
Il Colle e gli Usa tramano imboscate.
Sono ancor fra gli indiani i due marò.
Tangentopoli torna ai vecchi fasti
con i grandi lavori dell’Expo.
Maroni e Lupi si dichiaran casti.
Torna il compagno G. coi suoi silenzi
per sputtanar Bersani ed il Pd.
Una riforma al dì promette Renzi
che dalla A non arrivò alla B.
Ma al confronto di quello che succede
in politica ed in economia
di Prandelli l’astuta malafede
non è di certo il peggio che ci sia.
Un santo con aureola fu all’inizio
del suo lavoro con la Nazionale,
deciso nel voler stroncare il vizio
di giocatori con poca morale.
Codice ético: fu lo specchietto
per ingannar le allodole sognanti:
“In Nazionale chi non è perfetto
ammesso non sarà d’ora in avanti!
Pur quando del mondial saremo in vista
azioni antisportive non ne voglio:
chi le commette sarà fuori lista!”
Così decise il coach alla Bergoglio.
La scopa nuova scopò ben tre dì
ed all’inizio tutto ha funzionato:
chi quell’etico codice tradì
in Nazional non venne convocato.
Poi gli interessi si son fatti grandi
e in salita la via verso il successo:
Bonucci e Crìscito, due convocandi,
per le scommesse son sotto processo.
Bonucci, ritenuto necessario,
vien convocato come fosse niente,
Crìscito, meno star e più gregario,
rimane a casa, prandellianamente.
Arriva Supermario Balotelli,
giammai campione di comportamento,
ma in area fa talvolta tal sfracelli
che per Prandelli è un ottimo elemento.
La bestemmia non è una cosa bella
e, giustamente, non è ammessa in campo:
se n’è colpevole qualche brighella
viene cacciato e escluso senza scampo.
Se a bestemmiare è Cesare Prandelli,
e ben due volte almeno è capitato,
non basta che il labial te la scodelli:
il santo Mister non ha bestemmiato,
ma se l’è presa col suo porco zio.
Ed ora l’ultimo degli abomini.
Tutto è pronto per il Brasile e Rio
e fra chi parte c’è Giorgio Chiellini.
Squalificato per ben tre giornate
per un atto violento e intenzionale,
la più classica delle gomitate
a un giocator di Roma capitale,
da Cesare Prandelli viene assolto:
“Per me non fu violento come gesto!”
e vien Chiellini trionfalmente accolto.
Son bianconeri e il codice è indigesto!

blog MicroMega, 19 maggio 2014

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