Fotuttio

Le garanzie di Renzi ad Alfano: “Non cerco altra maggioranza”.
(la Repubblica, 17 febbraio 2014)
Renzi, l’incarico c’è, manca tutto il resto.
(il Fatto Quotidiano, 17 febbraio 2014)
“Legge elettorale e lavoro, farò una riforma al mese”.
(la Repubblica, 18 febbraio 2014)
Renzi: “Governo entro la settimana, sui ministri ho le idee chiare”.
(ibidem)
Chi tratterà con Europa e Merkel? Il futuro di Renzi è appeso al tesoro”.
(il Fatto Quotidiano, 18 febbraio 2014)
Nuove promesse, una riforma al mese.
(ibidem)
Ipotesi Moretti per lo Sviluppo economico. Idea Montezemolo.
(la Repubblica, 19 febbraio 2014)

Fotuttio

Letta non era un fulmine di guerra,
ma sui problem sembrava un buon surfista
e aveva, sì, ministri terra terra,
ma il nonno rosso lo guidava in pista,

tutti elementi adatti a galleggiare
nel morto mar della stabilità,
nella melassa che ci fa invischiare
e paralizza l’operosità.

Il Salvatore arriva all’improvviso,
nella palude annega Enrico Letta,
si presenta col dire: “Son Narciso!”
e comincia a parlare molto in fretta.

“Io son quello che tutti aspettavate,
capace almen di una riforma al mese
e per tutti i problem che prospettate
posseggo ed utilizzo il giusto arnese.

Avete nostalgia del Cavaliere
e volete evitar la sua rovina?
Basta un secondo sol, state a vedere:
“Svegliati Silvio, alzati e cammina!”

Governar con Alfano e coi suoi prodi
è come governar con Berlusconi?
Lasciate fare a me che trovo i modi
per fare un onest’uom di Formigoni,

per trasformare Carlo Giovanardi
in difensore degli omosessuali,
per fare sì che Lupi non si attardi
nel curare gli affari colossali

di Cielle nell’Expo di Milano,
nonché cambiar Schifani, il senatore,
da discusso picciotto siciliano
in biondo montanaro del Cadore.

Al ministero dell’Economia
mando l’amico Denis Bancarotta
e allo Sviluppo quasi in agonia
Mister Luca Cordero che lo fotta.

Quanto al timore per l’Europa austera
che vuol far sì che non c’indebitiamo,
trasformerò la Merkel da pantera
in un Dudù al quale dire t’amo.

Trasformerò il partito del Pd
da ricettacolo di comunisti
in una nuova specie di Dc
piena di ipocriti e di sacristi.

Re Giorgio da sovrano brontolone
diventerà un affabile vecchietto
che mangia con le man pizza e calzone
e invita Beppe Grillo al suo banchetto”.

Il parolaio parla e parla ancora.
“Farò la nuova legge elettorale,
nessuno ci sarà che non lavora,
farò crollare la pression fiscale,

metterò fine alla burocrazia,
darò l’alt al conflitto di interessi,
la scuola sarà il meglio che ci sia,
saranno velocissimi i processi.

Darò una Smart ad ogni cittadino
e, grazie ad Eataly e a Farinetti,
con le posate ed il tovagliolino
ognuno avrà bistecche da sei etti.

Lo ius soli farò per i bambini
insieme ai Pacs ed al biotestamento,
la Kienge sposerà Matteo Salvini
e il popolo padan sarà contento.

Lasciate fare a me che me ne intendo:
senza neppur cambiar la maggioranza
farò finir questo periodo orrendo
e avrete donne, vin, soldi e vacanza.

Vi ricordate Silvio Berlusconi?
Ebbene, io sarò meglio del caimano!”
Sognano come sempre i creduloni,
suona la sveglia…e han male al deretano!

blog MicroMega, 19 febbraio 2014

Demolition man

Renzi non cede, Letta verso le dimissioni.
(la Repubblica, 13 febbraio 2014)
“Le dimissioni non si danno per manovre di palazzo”.
(il Fatto Quotidiano, 13 febbraio 2014)
“Mi ha preso per il culo, ma ora è arrivata l’offensiva finale”.
(ibidem)
Pacco di coalizione.
(ibidem)
Letta si arrende, tocca a Renzi.
(la Repubblica, 14 febbraio 2014)

Demolition man

Col fu nipote a terra ancora caldo
ed il pugnal di sangue ancor grondante,
leggiam che si son detti Maramaldo
ed Enrico a partir dal primo istante.

Renzi: “Vogliamo che il governo arrivi
fin alla conclusion del suo tragitto,
leali nel sostegno ai tentativi
di Letta che lavora con profitto”.

Renzi: “Da mesi leggo sui giornali
che Matteo vuol fregare il posto a Letta,
ma se avessi ambizioni personali
non avrei certo avuto tanta fretta

nel candidarmi alla segreteria.
Voglio cambiar l’Italia, questo sì,
non il governo e Letta cacciar via”.
Letta: “Col segretario del Pd

lavorerem come una squadra unita”.
Renzi: “Il governo faccio lavorare,
non voglio porre fine alla sua vita”.
Letta: “Tensioni? Neanche da pensare!

E certo andrem d’accordo con Matteo”.
Renzi: “Il partito faciliterà
Enrico nel suo compito europeo
e per quest’anno premier resterà”.

Renzi: “Rifaccio il sindaco a Firenze
senza pensare a far le scarpe a Enrico.
Il governo perciò non ha scadenze
fino al duemila quindici, lo dico”.

Letta: “Fra noi c’è molta sintonia
ed il contratto per la coalizione
faremo con unica regia
per aiutare insieme la Nazione”.

Mattéo: “Enrico Letta non si fida,
ma si sbaglia poiché sono leale”.
Letta: “Di Renzi, del Pd alla guida,
fidarsi sembra proprio naturale”.

Renzi: “Il governo Letta durerà
fino alla fin dell’anno perlomeno,
anche se ha fatto poco fino a qua
e il dirlo è un eufemismo quasi osceno”.

Letta: “Sono d’accordo con Matteo
sul bisogno di avere un nuovo inizio
col qual fare alla crisi marameo,
ma sul governo è errato il suo giudizio”.

Renzi: “Nessun ti vuol fregare il posto,
ma va’ avanti! Fa’ quel che devi fare!”
Letta: “Son pronto ad un governo tosto,
un Letta bis che possa governare”.

Renzi: “Sian le riforme senza rischio,
ma il governo di Letta è un’altra cosa
e, in tutta verità, io me ne infischio!”
Letta: “L’affermazione è giudiziosa”.

Mattéo: “La staffetta Renzi-Letta
non è di certo all’ordine del giorno.
Se il rimpasto il premier vuol fare in fretta,
lo faccia pure, io non c’entro un corno”.

Letta: “Certo, non voglio galleggiare,
con grande forza ed in velocità
i problemi son pronto ad affrontare.
L’efficienza è la mia specialità”.

Renzi: “Se Letta vuole cambiamenti,
li spieghi a tutti e poi scopra le carte”.
Renzi: “Sono difficili momenti
e tanta gente della nostra parte

si chiede: “Perché mai senza votare
dobbiamo andare a Palazzo Chigi?”
Mi chiedo anch’io: “Ma chi ce lo fa fare?”
Sembran morosi fra baci e litigi…

Esce la Stampa: “Giorgio blinda Letta!”,
così il Corriere come il Messaggero.
E’ confermato: non sarà staffetta…
Poi Letta scopre: non è affatto vero!,

tutti salgon sul carro di Matteo.
Come succede da che mondo è mondo,
al vinto fanno un grato marameo
e al vincitore il cul leccano a fondo.

E nonno Giorgio? Ha perso nuovamente,
gli hanno bruciato Monti e Enrico Letta.
C’è da augurarsi che gli venga in mente
la parolina magica: “Staffetta!”

Nota. Fonte dei dialoghi:
“Pacco di coalizione” di Marco Travaglio
il Fatto Quotidiano, 13 febbraio 2014

blog MicroMega, 17 febbraio 2014

La porti un bacione a Verdini

Un altro fallimento per l’imprenditore Verdini. Il tribunale di Firenze azzera il Giornale della Toscana: buco di milioni nonostante i 12 ricevuti dal finanziamento pubblico all’editoria.
(il Fatto Quotidiano, 8 febbraio 2014)
Ogni maledetto lunedì: gli anni d’oro di Renzi e Verdini.
(ibidem)
Verdini, le intercettazioni dormono in Senato. Dal maggio 2012 si attende il via libera della giunta per usare le telefonate in tre procedimenti.
(il Fatto Quotidiano, 11 febbraio 2014)

La porti un bacione a Verdini

Si può dire sia un fatto molto strano
l’amicizia fra due toscan cervelli,
il plenipotenziario del caimano,
Verdini, più processi che capelli

e Matteo, il politico rampante
da poco segretario del Pd.
L’ha rivelata il nazional brigante:
“Da un bel po’ d’anni, tutti i lunedì,

s’incontrano a Firenze…” Perché mai
la giovane speranza del paese
s’incontra con un uomo pien di guai,
protagonista di nefande imprese?

Dopo la bancarotta fraudolenta
della sua quasi personale banca
dalla liquidazion coatta spenta
lasciando i creditor senza palanca,

è fallito il Giornal della Toscana
che, pur se finanziato dallo Stato,
è rimasto del tutto senza grana
e da due anni non vien pubblicato.

C’è anche un avviso di truffa aggravata
ed un processo incorso per i soci,
Verdini escluso che se l’è cavata.
Par che al Senato non siano veloci

nel rilasciare le autorizzazioni,
ormai richieste venti mesi fa,
per far uso delle intercettazioni
di Mister Infinita Probità.

Il curriculum di Verdini, certo,
è musica alle orecchie del caimano
il quale, tutti sanno, è molto esperto
nel voler sempre avere sotto mano

inquisiti, prescritti, condannati
in primo grado, Appello o Cassazione,
poiché son come lui ben attrezzati
per ammannir qua e là qualche bidone.

Ma Matteo che il nuovo rappresenta,
che l’Anna rottamò per una scorta,
che d’avere con sé sol puri tenta
e vorrebbe la casta tutta morta,

non dovrebbe né frequentar Verdini
né far con lui la legge elettorale
coi trucchi ed i sistemi truffaldini
studiati dal lacchè del criminale.

La moral della storia allor qual è?
Credevamo di averle viste tutte,
ma se Renzi diventerà premier
se ne vedranno, ahinoi!, di ancor più brutte.

blog MicroMega, 13 febbraio 2014

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