I gemelli del flop

“Otto milioni a Formigoni in viaggi, banche e contanti”. E’ associazione a delinquere.
Sanità lombarda, i pm contestano anche la corruzione.
(la Repubblica, 13 febbraio 2013)
Finmeccanica, vertici in manette.
(ibidem)
Finmeccanica, arrestato Orsi. Maroni trema, Monti nei guai.
(il Fatto Quotidiano, 13 febbraio 2013)
Maroni disse: “Sei l’uomo migliore per questo ruolo”.
(ibidem)
La banda Formigoni. I pm: viaggi, yacht e contanti. Sanità, chiuse le indagini.
“Al vertice di una associazione a delinquere ha vissuto dieci anni coi soldi di Daccò e Simone”.
(ibidem)
Consulenze e favori, così il giro delle tangenti ha toccato anche la Lega.
(la Repubblica, 14 febbraio 2013)
Champagne e creme per il viso, ma dal conto di Formigoni non usciva neanche un euro.
(ibidem)
Il patto indecente.
(ibidem)
Formigoni, i contanti anche all’ex fidanzata. Lei ammette: mi aiutò a comprare casa.
(la Repubblica, 15 febbraio 2013)
Sarti, cuochi e viaggi gratis. La vita di Celeste Formigoni.
(il Fatto Quotidiano, 15 febbraio 2013)

I gemelli del flop

Per voler del Cavaliere
assetato di potere
Pdl e verde Lega
fanno ancor mesta congrega.

“Conquistiam la Lombardia!”
ed in lieta compagnia
ecco che Bobo Maroni
e il Celeste Formigoni

fan la coppia che ributta.
L’uno la Sanità sfrutta,
a parer della Procura,
con ciellina mungitura

a mo’ di mandrian leghista.
L’altro, Bobo il moralista,
impugnando una ramazza
dalla Lega fuori spazza

chi ha rubato a piene mani,
non a caso sol bossiani.
L’uno vive da mendico
con l’aiuto di un amico,

che di nome fa Daccò,
che lo aiuta come può:
con vacanze tropicali,
con menù internazionali

e champagne millesimato,
con gli yacht dov’è ospitato
con l’amor che ha appena colto,
con le creme per il volto

e all’amica ricche doti.
Alla faccia dei suoi voti
di purezza e povertà.
L’altro è in gran difficoltà

per il dubbio sui quattrin
che Orsi, detto Mister Clean,
dal padan sonsorizzato
sembrerebbe avergli dato.

Il boiardo sta i galera
mentre Bobo si dispera
perché teme l’uragan.
Bossi con i suoi padan

si son già messi in cammino
per cacciare il netturbino
che brandiva la ramazza,
se Ambrosoli via non spazza.

Il Celeste non sta meglio:
un piemme troppo sveglio,
con elettoral complotto,
gli sta dando del corrotto

a delinquere associato.
Il caiman che si è affidato
a Maroni ed al Formiga
non poteva aver più sfiga.

“Sta svanendo il suo potere,
non le restan, Cavaliere,
che due opzioni: o dritto in cella
o ad Antigua con la bella!”

blog MicroMega, 16 febbraio 2013

Habemus Papam

Il Papa lascia, addio storico.
(la Repubblica, 12 febbraio 2013)
Così Ratzinger ha messo fine alla guerra di potere nella Curia.
Con le dimissioni cade anche il “governo” Bertone.
(ibidem)
Da Ratisbona alla pedofilia e Vatileaks, ecco tutte le spine di Benedetto XVI.
Scandali, polemiche e tradimenti hanno segnato il periodo del suo papato.
(ibidem)
Stanco e assediato si è dimesso Benedetto XVI.
(il Fatto Quotidiano, 12 febbraio 2013)
Il pontificato incompiuto del Papa debole.
(ibidem)

Habebamus Papam

Benedetto se ne va,
non è più Sua Santità.
Il know how per il fare il Papa
non l’aveva, nella crapa

c’era sol la teologia.
Ma la solita mania
di dar agli specialisti,
sol di tecnica provvisti,

la patente di gestori
Ratzinger ha fatto fuori.
Già di suo era indeciso,
con quel timido sorriso

che marcava la sua pena
della Curia nell’arena.
Per mantelle e per cappelli,
per scarpette ed altri orpelli

testimonial della Prada,
lungo la sofferta strada
fece errori in quantità.
Il peggior fu l’omertà

e la grande ipocrisia
sull’infam pedofilia.
Poi il timor dei cambiamenti
a soccorso dei credenti

alla caccia disperata
di una Chiesa rinnovata,
che si adegui ai tempi nuovi
e ad offrir risposte provi

alle istanze della base.
Ed invece solo ukase.
A favor del celibato,
contro il triste divorziato,
contro il perfido goldone,
l’assistita procreazione,
il morire quando è l’ora
e non quando vuol la suora.

Contro l’universo gay:
mai due lui, giammai due lei!
Sulla crisi della fede
non si mosse, fermo il piede,

nel veder che in ogni dove
mancan vocazioni nuove.
Sulle donne nella Chiesa
mai nessuna luce ha accesa.

Poi le gaffe di Ratisbona
e di un Papa che perdona
quegli eretici pugnaci
di Lefebvre coi suoi seguaci.

Ma il terribile svarione
fu la scelta di Bertone
Segretario dello Stato.
Joseph lì si è rovinato

con i cardinali in lotta,
Vatileaks che lo sballotta,
una Curia tutta un dolo
e uno stuol di corvi in volo.

Qui lo Ior fa riciclaggio,
là l’infame sciacallaggio
contro Boffo, il giornalista.
Qui Verzè che scese in pista

nel fallimentar certam,
là Cristiano Magdi Allam
che, irrorato d’acqua santa,
ogni ecumenismo schianta.

Viganò vien qui cacciato
per il malaffar svelato
da perfetto galantuomo,
là il fedele maggiordomo,

a mo’ di spion provetto,
per il ben di Benedetto
vende vaticane carte.
Ed ancor, l’accusa parte,

con sistemi polizieschi,
per dir che Gotti Tedeschi
quanto meno è pazzo e inetto.
Stanco Papa Benedetto

per l’età ed il sacrificio,
lascia il soglio pontificio
e calzando scarpe Prada
se ne va per la sua strada.

Ma c’è poco da gioire:
fin da adesso si può dire
che il suo erede farà danni
come da duemila anni.

blog MicroMega, 14 febbraio 2013

Ce lo chiede l’Europa, più cani per tutti

Berlusconi, santo e amante dei cagnolini.
(il Fatto Quotidiano, 5 febbraio 2013)
Stile Usa per Monti, lancia Elsa per scaldare i cuori.
(la Repubblica, 7 febbraio 2013)
Monti da “consigliere” di B a imitatore.
(il Fatto Quotidiano, 7 febbraio 2013)
E col cucciolo Empy Mario spopola su Twitter.
(la Repubblica, 8 febbraio 2013)
Cane, amore e fantasia.
(il Fatto Quotidiano, 8 febbraio 2013)
Twitter dixit.
(ibidem)

Ce lo chiede l’Europa: più cani per tutti

Mario Monti ha tratto il dado.
Sulla strada del degrado
per raccogliere più voti
par qualcuno lo piloti.

Dice un suo suggeritore:
“Mister Monti, non ha cuore,
troppo algido, elitario.
Far qualcosa è necessario!”

E compare la consorte
e dei nipotin la corte
a far del tecnico dotto
nonno Spread che nel salotto,

una sciatica rischiando,
sul tappeto sta giocando
con Tommaso, il nipotino.
Donna Elsa è lì vicino

che lo guarda compiaciuta.
Poi la scena a un tratto muta.
In tivù il Berlusca brilla
con il can della Brambilla.

Non c’è più la sua morosa,
a Telecafon sciantosa:
o per gelosia dei servi
o a Angelino sta sui nervi

o è il timor che Katarina,
passional montenegrina,
faccia un pandemonio immane.
Meglio spupazzarsi un cane.

Mario Monti, sempre pronto
al più ignobile confronto,
va a Barbariche Invasioni
e, alla Silvio Berlusconi,

si fa dar senza ritardi
Trozzy, il can che la Bignardi
fra le braccia gli sistema:
del degrado ecco l’emblema.

Il cagnetto sembra un nano,
ma si dice sia un alano
dimagrito per le tasse.
La vergogna non bastasse,

Monti il cane dà alla scorta
ed a casa se lo porta,
battezzandolo Empatia.
Pierluigi, con maestria,

per arruffianarsi Monti
con Sel taglia tutti i ponti,
confidando al professore:
“Non è Vendola il mio amore,

troppi intralci, troppe grane.
Il mio motto è: Yes, we cane!”
Vinceran questi omarini,
sarem tutti barboncini

sistemati come i greci,
con un Pil a meno dieci,
ma i politici gentili
toglieran l’Imu ai canili!

blog MicroMega, 11 febbraio 2013

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