Inciucio o morte!

Colle, Gabanelli prima scelta M5S. Grillo: “Se il Pd la vota, poi vediamo. E, se si ritira, Rodotà è perfetto”.
(la Repubblica, 17 aprile 2013)
Civati: “Tifo per Romano, ma discutiamo su Rodotà”.
(ibidem)
Rodotà, l’ex presidente Pds, piace solo a mezzo Pd.
(il Fatto Quotidiano, 17 aprile 2013)
Quirinale, Bersani lancia Marini. Il Pd si spacca e scatta la rivolta. No di renziani e giovani turchi.
(la Repubblica, 18 aprile 2013)
Summit segreto Bersani-Berlusconi. “Noi vi proponiamo Mattarella”. “Ma il Pdl può arrivare a Marini”.
(ibidem)
Grillo attacca il Pd e lancia Rodotà. “Se Bersani non lo vota si suicida”.
(ibidem)
Berlusconi:è il migliore accordo possibile.
(ibidem)
B & B: inciucio sul Colle. Marini sfascia il Pd.
(il Fatto Quotidiano, 18 aprile 2013)
Addio Pd, rivolta non solo in rete.
(ibidem)

Inciucio o morte!

Per il Capo dello Stato
non si sa chi si è inventato
che chi sale in Paradiso
esser deve condiviso.

Condiviso, ma con chi?
Con gli iscritti del Pd?
Con la base, gli elettori,
i fedel sostenitori?

La civile società?
Dei sapienti l’agorà?
No! Con Silvio Berlusconi!
Bene, ma per qual ragioni? Continua a leggere

Grazie Giorgio, può bastare

Se Napolitano grazia la Cia. Obama ha chiesto al Presidente di salvare gli 007 condannati per Abu Omar.
(il Fatto Quotidiano, 22 febbraio 2013)
Abu Omar, la grazia di Napolitano a un colonnello americano. “Con Obama gli Usa sono cambiati”.
(la Repubblica, 6 aprile 2013)
La realpolitik.
(ibidem)
Rapimento Abu Omar: Napolitano grazia l’ufficiale Usa.
(il Fatto Quotidiano, 6 aprile 2013)
Napolitano evoca le larghe intese. “Coraggio, come Berlinguer nel 76”.
(la Repubblica, 9 aprile 2013)
“Abu Omar, sbagliato graziare l’ufficiale Usa”.
Il titolare dell’inchiesta Spataro: “C’è ancora Guantanamo, gli Stati Uniti non sono cambiati”.
(ibidem)
Napolitano dà l’ultima spinta all’inciucione.
(il Fatto Quotidiano, 9 aprile 2013)

Giorgio grazie, può bastare

Che volesse il grande Obama
nel mondiale panorama
incontrar Napolitano
parve a tutti molto strano,

soprattutto visto che
è arrivato Giorgio Re
alla fin del suo mandato
come Capo dello Stato.

Non fu per fargli gli auguri
per i suoi passi futuri
per il bene del Paese
né la decisione prese Continua a leggere

Saggi, parola grossa

Napolitano: resto fino all’ultimo giorno.
Nomina dieci saggi per risolvere la crisi e rassicura l’Europa: un governo c’è e lavora.
(la Repubblica, 31 marzo 2013)
Donne assenti, protestano anche Camusso e Pisapia.
(ibidem)
Napolitano non si dimette e s’inventa dieci “saggi”.
(il Fatto Quotidiano, 31 marzo 2013)
Non è un paese per donne, neppure per giovani.
(ibidem)
Napolitano stoppa le polemiche. “Basta sospetti e reazioni sconcertanti, i saggi al lavoro per 8-10 giorni”. “Non intralceranno i partiti”. E si scusa con le donne.
(la Repubblica, 3 aprile 2013)
“I saggi una perdita di tempo”. Gaffe di Onida, poi le scuse. Ma il Pdl attacca: si dimetta.
(la Repubblica, 5 aprile 2013)
IL saggio Onida disse: “Il nostro lavoro è intile”. Il giurista vittima di uno scherzo di Radio 24. “Copriamo un periodo di stallo”. Il Colle frena le sue dimissioni.
(il Fatto Quotidiano, 5 aprile 2013)

Saggi, parola grossa

Nonno Giorgio ha riflettuto
ed ha emesso un altro acuto:
“Dopo Monti è ben che ingaggi
non sol un ma dieci saggi

e l’Italia sarà indenne”.
Ma la scelta mal gli venne,
dieci saggi nominò
e le donne si scordò,

grande sdegno suscitando
ed i “Se non ora, quando?”
Ma poi scandalo, perché?
Primo, lui saggio non è Continua a leggere

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