Giorgio, Mario e Pierluigi

Boom di Grillo, Italia ingovernabile. Bersani vince di misura Camera e Senato.
Grande rimonta di Berlusconi. Flop di Monti.
(la Repubblica, 26 febbraio 2013)
Grillo Boom batte tutti. E li spinge all’ammucchiata.
(il Fatto Quotidiano, 26 febbraio 2013)
Boom di Grillo: il suo non-partito è arrivato primo.
(ibidem)
Bersani smacchia il Pd: è angoscia democratica.
(ibidem)
Berlusconi-rieccolo.
(ibidem)
Monti da dimenticare e ammazza Fli e Udc.
(ibidem)

Giorgio, Mario e Pierluigi

Chi dobbiamo ringraziare
per aver visto crollare
illusion, sogni, speranze?
Chi ha del killer le sembianze?

Primo, il senator narciso
che, di Dio alla destra assiso,
si è sentito onnipotente,
mentre un ciuco ripetente

sa ben più d’economia
d’un che passa per messia
che ti vuol donar la gioia,
ma in realtà fu un bieco boia:

di operai, vecchi, degenti
di precari e di indigenti,
gente che non ha dané.
Tutto in nome della Ue.

Chi sperava lo votasse?
Chi ha distrutto con le tasse?
Il secondo è quel Bersani
che, attorniato da montiani,

ha affermato: “Me ne fotto
dell’articolo diciotto,
del patir di chi lavora,
di chi meno tasse implora”.

Accettando bellamente
leggi che, furbescamente,
Berlusconi rinnegò
Pierluigi la pagò.

Giudicò Grillo e grillini
come poveri tapini,
talor bimbi capricciosi
e talor pericolosi

e ne prese le distanze,
riponendo le speranze
nell’esimio bocconiano,
il terror dell’italiano.

In campagna elettorale
fu uno schifo colossale
con un flop da caro estinto
che, sicuro d’aver vinto,

si batté al rallentatore
contro l’Unto del Signore
ed il cinque stelle Grillo,
con l’aiuto di uno spillo.

E il giaguaro, non smacchiato,
le manine gli ha azzannato.
Terzo fu l’uomo neutrale
che sta in vetta al Quirinale.

Fatto fuor, grazie alla Ue,
Silvio, ignobile premier,
non indisse le elezioni
ma chiamò dalla Bocconi

il suo senatore a vita
e l’Italia fu servita.
La Costituzion forzò
e il Pd sacrificò

con l’ex premier a bagasce
e con Grillo ancora in fasce.
Non votar fu una cazzata,
or la musica è cambiata,

col Berlusca molto arzillo
ed il Bum! di Beppe Grillo.
“Lo ha sentito, Presidente
o anche questa volta niente?

Grazie a Lei, Napolitano,
vive il popolo italiano
nel paese dei balocchi
con non un ma due Pinocchi

e il terzetto dei prodigi:
Giorgio, Mario e Pierluigi”.
I tre killer sono loro:
complimenti e buon lavoro!

blog MicroMega, 26 febbraio 2013

Un arzillo visionario

L’asse di Napolitano con Obama. “Deplorevole chi ora liquida Monti”.
(la Repubblica, 16 febbraio 2013)
Napolitano da Obama difende Monti contro B. In piena campagna elettorale.
“Deploro i giudizi liquidatori sul premier”.
(il Fatto Quotidiano, 16 febbraio 2013)
Quirinale e Casa Bianca contro il Pdl. “Accuse false, niente ingerenze sul voto”.
(la Repubblica, 17 febbraio 2013)
Endorsement e altre cortesie: l’Atlantico fa sponda contro B.
(il Fatto Quotidiano, 17 febbraio 2013)

Un arzillo visionario

Per Obama un visionario,
parla più del necessario
Giorgio a pro del professore.
Non pentito dell’errore

fatto con l’investitura,
che lo ha spinto addirittura
oltre la Costituzione,
ora, in tempo di elezione,

sponsorizza bellamente
Mario Monti, indifferente
al dover d’esser neutrale.
Non si può dire normale

che chi ha il ruolo del garante
si trasformi in militante.
Tanto più che al neo messia
in salita appar la via

che lo porta a governare.
Ma perché continuare
con l’errore fatto allora,
quando l’Ue mando in malora

Berlusconi mezzo morto?
Fosse allor stato più accorto
questo visionario arzillo,
non avremmo il rischio Grillo,

a quel tempo ancor neonato
e non ci sarebbe stato
un Berlusca, allor bollito,
oggi ritornato ardito

a incantare da buffone
il suo popolo minchione.
Non votare a che servì?
Che la crisi è ancora qui

e sarà ancor peggiorata
dei grillin dalla brigata
e dalle adoranti schiere
del rinato Cavaliere.

Il governo che verrà
molto debole sarà
e un novel prodigio Monti,
alla fin di tutti i conti,

non è detto si ripeta.
La domanda è un po’ indiscreta:
“Lieto d’esser visionario?
Si consulti un dizionario:

…soffre d’allucinazioni
e irrealistiche visioni…
Sarà il “boom!” Di Beppe Grillo
o il ritorno del mandrillo

a portarla alla realtà?
Sa chi sbaglia cosa fa?
Come Papa Benedetto,
dice: “Salve, mi dimetto”.

blog MicroMega, 19 febbraio 2013

AAA Supertecnico referenziato offresi

L’Imu può essere cambiata”.
Monti apre il fronte delle tasse. “Irpef più leggera e Iva congelata, è possibile”.
(la Repubblica, 7 gennaio 2013)
Bankitalia. “Un altro anno di recessione, la ripresa sarà lenta e difficile, disoccupati al 12% nel 2014”. Reddito nazionale giù di un punto e deficit verso il 3%.
(la Repubblica, 19 gennaio 2013)
Bankitalia boccia Monti: “Nel 2013 grave recessione”. Il nuovo governo dovrà gestire un Pil molto più in calo del previsto. Visco: in gran parte colpa del rigore dei tecnici.
(il Fatto Quotidiano, 19 gennaio 2013)
Monti: “Un nuovo contratto di lavoro”. “Più flessibilità e più tutele”.
(la Repubblica, 20 gennaio 2013)
Le soluzioni dell’ex ministro hanno fallito.
Aziende spinte a non rinnovare i lavoratori precari, soprattutto giovani.
(il Fatto Quotidiano, 20 gennaio 2013)
Rischio manovra, lite Monti-Bersani. “Dipende dal voto”. “Più modestia”.
Il premier: abbasserò tutte le tasse.
(la Repubblica, 29 gennaio 2013)
Addio quaresime e penitenze fiscali. Ecco i giorni del Professor Promessa.
(ibidem)
Monti elettorale vuol tagliare anche l’Imu.
(il Fatto Quotidiano, 29 gennaio 2013)

AAA Supertecnico plurireferenziato offresi

Un pensiero frulla in mente:
questo è un tecnico da niente
se, in politica salito,
ora vuol sia demolito

quel che ha fatto lungo un anno.
Bankitalia illustra il danno:
per il Pil stime al ribasso,
con l’economia al collasso

ci sarà più recessione
e più disoccupazione.
Ha inventato l’esodato
ed il debito è aumentato.

Evasion: fu finta lotta
e i consumi un’altra botta
prenderanno quanto prima.
Questo è il dopo-Monti clima.

Ora ch’è salito in campo
indica le vie di scampo:
“L’Imu è stata una stangata
e verrà rimodulata.

L’Irpef, equa fino a ieri,
ridurrò se avrò i poteri.
L’Iva ch’era da aumentare
cercherò di non toccare.

Redditometro: prometto
che non tocca il poveretto,
ma chi evade, ed alla grande
e non ho messo in mutande.

La riforma del lavoro?
La Fornero, il mio tesoro,
non piangeva per la pena
ma perché, di dubbi piena,

paventava una cazzata:
ciò che poi si è rivelata.
Rifarò quella riforma,
correggendone ogni norma.

La manovra? Non ci vuole,
ma sia chiaro come il sole
che se perdo ci vorrà
o l’Italia fallirà”.

Bocconian, ci sei o ci fai?
Ti han chiamato contro i guai
e privati ci hai di tutto.
Ora, come un farabutto,

in politica salito,
prendi per rincoglionito
tutto il popolo italiano.
Ma che fa Napolitano?

Ti chiamò, tutto felice,
come esperto…ed or che dice?
Sta in silenzio il poveretto
ed il suo rosso cornetto

tocca per scaramanzia
nel timor che un’avaria
gli danneggi la caldaia
ed un tecnico gli appaia

per far le riparazioni.
“Vada fuori dai coglioni!
Con i tecnici mai più,
meglio al gelo nel mio igloo!”

blog MicroMega, 2 febbraio 2013

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