Scacco al Re
Riforme, i saggi al via con Bossi e Tremonti. An e Lega assicurano: sulla devolution nessun dramma.
Da ieri in Cadore i quattro rappresentanti del Polo, più Speroni e i due ministri.
(la Repubblica, 21 agosto 2003)
Bossi: niente federalismo fiscale. In arrivo il progetto dei “saggi”.
Cadore, si conclude lo stage della Cdl sulle riforme: intesa su Senato, Consulta e poteri del premier.
(la Repubblica, 23 agosto 2003)
La carica di 35 saggi, amici di B e Napolitano.
(il Fatto Quotidiano, 6 giugno 2013)
Partono i saggi, il governo chiede l’ “urgenza”. Quagliariello: 4 mesi tempo-limite.
(la Repubblica, 13 giugno 2013)
Dov’è la Vittoria?
Cappotto del centrosinistra, 16 a 0. Marino strappa Roma ad Alemanno.
Débacle di Lega e Pdl in tutta Italia.Il M5S crolla pure in Sicilia. Letta: confermate le larghe intese.
(la Repubblica, 11 giugno 2013)
Il Pdl non funziona, va cambiato. Ma senza di me nessuno ce la fa.
Berlusconi: basta partito pesante, torniamo a Forza Italia.
(ibidem)
Il Pd conquista il regno di Scajola. “Stop alla politica fatta per gli amici”.
(ibidem)
Treviso. Canti, balli e grida. “La città è libera”. E la Lega picconata.
(il Fatto Quotidiano, 11 giugno 2013)
Un Martello per amico
Da la Repubblica di oggi, 8 giugno 2013
Gianfranco Micciché, sottosegretario alla funzione pubblica del Governo Letta, dice alla Zanzara: “Non sono più cocainomane. Lo sono stato quando ero ragazzo, ma l’ho sempre ammesso. Avevo vent’anni e c’era la contestazione. Non rinnego nulla”.
Beh, tornando al passato, lo è stato forse anche un po’ dopo i vent’anni, visto ciò che riportava un articolo di Repubblica del 27 luglio 2004, quando Miccichè era un maturo cinquantenne, vice ministro dell’Economia nel secondo governo Berlusconi.
Cocaina al ministero delle Finanze. La procura ordina l’arresto di un “collaboratore di Micciché”. Il viceministro: “Veniva al ministero, ma non è il mio segretario”.
(la Repubblica, 27 luglio 2004)
Un Martello per amico
Cocaina al ministero,
di Tremonti nell’Impero?
Lo leggiamo sui giornali
come sempre criminali.